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Elezioni 2018. La Lega avanza nel Cilento. L’Editoriale di Massimo Calise

Il Movimento 5 Stelle, lo sappiamo, è il vincitore di queste elezioni; anche nel Cilento ha ottenuto risultati lusinghieri. La loro affermazione, in alcuni, suscita sentimenti contrastanti: da un lato simpatia per questa ventata di aria fresca e dall’altro un timore dovuto più che all’inesperienza inevitabile (uno scotto, speriamo basso, da pagare) a certi atteggiamenti ondivaghi che solo una forte base ideale o esperienziale può evitare.
I M5S ha realizzato quella “rottamazione”, termine antipatico ma efficace, che Matteo Renzi aveva promesso e che, sicuramente in Campania, non ha realizzato. Ha sottratto molti voti al Partito Democratico che è il grande sconfitto. È il risultato di quella che qualche notabile/candidato chiama “politica dell’ascolto” che poi, in pratica è consistita del battere il territorio alla vigilia degli appuntamenti elettorali. Esibirsi in vibranti comizi affiancati da oratori amici e lasciando alla platea solo l’agio di applaudire. Il territorio è stato abbandonato, ridotto a riserva di voti; i circoli. dove esistenti, hanno avuto un’esistenza grama, frutto d’inciuci e spesso in mano a micro notabili. Al contrario del centrosinistra la coalizione di centrodestra ha tenuto grazie anche al notevole balzo in avanti della Lega.
Di seguito espongo i risultati della Camera di quattro liste (Pd, Forza Italia, Lega e M5S) in tre Comuni cilentani (Agropoli, Camerota e Sapri). Una selezione fra i dati analizzati è stata necessaria. I confronti sono fatti con le elezioni politiche del 2013.
Ad Agropoli c’è stata l’affermazione di Marzia Ferraioli del centrodestra eletta col maggioritario. Successo reso possibile dall’avanzata della Lega che, pressoché da zero, guadagna otto punti percentuali. Crollo di dodici punti di Forza Italia. Lieve progresso del PD nel feudo di Alfieri. Il M5S è il primo partito con quasi il trentatre per cento.
A Camerota. Il PD crolla di quasi dieci punti, la stessa percentuale guadagna la Lega. Forza Italia rimane il primo partito nonostante il calo di quasi il cinque percento rispetto al 2013 (PdL). Da segnalare l’eccellente risultato della lista “Insieme”. Il M5S passa dal tredici al ventuno percento.
A Sapri. Crollano PD e Forza Italia a vantaggio della Lega e del M5S.
Considerazioni, per ora, conclusive.
Perdono i partiti tradizionalmente più presenti (si dovrebbe: i dire meno assenti) sul territorio: Pd e Forza Italia. Segno, probabilmente del calo di credibilità che, anche nel territorio, hanno avuto. Il dato che più colpisce è l’avanzata della Lega nel Cilento; il suo successo pone degli interrogativi di natura sociale oltre che politica. Infatti essa rimane permeata di xenofobia; ha solo, parzialmente, cambiato obiettivo: ieri i meridionali e oggi gli immigrati. Domani chissà? Il fatto che sia stata premiata dovrebbe essere oggetto di una riflessione collettiva, è interesse di tutti capire.
Il successo del Movimento 5 Stelle era previsto. Esso pone al movimento, paradossalmente, anche dei problemi di natura locale; infatti il suo peso nazionale gli impone una diversa e maggiore presenza sul territorio che non può essere mediata soltanto dai social networks.
Si apre, anche per il Cilento, uno scenario d’incertezza ma anche di speranza.

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