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Eboli. Appalto alla Soget, tre persone indagate

Sono tre gli indagati per il “caso Soget”. La procura presso il tribunale di Salerno ha chiuso le indagini sulla gara che ad Eboli assegnò l’appalto per la riscossione dei tributi alla società pescarese di riscossione crediti. Indagati per abuso d’ufficio il dirigente del settore Tributi del Comune, Cosimo Marmora, e Cristian De Feo della Soget. Una terza persona, Lina Di Lello, dipendente della stessa società, è indagata per l’ipotesi di falso. È di questi giorni la notifica dell’avviso conclusione indagini: le persone coinvolte potranno chiedere di essere interrogate o di depositare memorie difensive. Solo al termine di questa fase il pm potrà inoltrare al gip o la richiesta di rinvio a giudizio o di proscioglimento dalle accuse.
A sollevare il caso della società di riscossione crediti furono alcuni consiglieri comunali. Sotto la lente di ingrandimento finì l’intera procedura per l’affidamento del servizio di rilevazione a domicilio. Quello degli ispettori che misurarono le superficie delle case degli ebolitani ai fini della riscossione dei tributi locali.
Secondo l’ipotesi della procura salernitana, nell’assegnazione del servizio non si tenne conto dei contenziosi tra la società aggiudicataria del servizio ed altre amministrazioni comunali. Un dettaglio non trascurabile che avrebbe significato l’esclusione della ditta Soget dalla gara del Comune di Eboli.
Il polverone politico e giudiziario sulla Soget comincia nell’agosto 2015. A sollevarlo era stato il capogruppo di Forza Italia a Palazzo di Città, Damiano Cardiello. La gara sotto esame fu bandita nel luglio 2014. A quel tempo sedeva sulla poltrona più alta del Municipio il sindaco Martino Melchionda. L’aggiudicazione avvenne solo l’anno successivo, a maggio.
Dopo pochi mesi intervenne l’Anac presieduta dal magistrato Raffaele Cantone che annunciava un’azione conoscitiva sull’iter di assegnazione che avvenne a settembre dello stesso anno.
Nel frattempo a Eboli prendeva il via l’attività ispettiva da parte della Soget presso i domicili dei contribuenti e cominciano ad arrivare, a quanti risultavano in linea coi pagamenti, i provvedimenti di fermo amministrativo e le cartelle esattoriali per i tributi insoluti. Contestualmente di giorno in giorno aumentarono i mugugni da parte dei cittadini. Alimentati dalle ipotesi di irregolarità nella procedura di assegnazione del servizio. Ipotesi che sono sfociate nella chiusura delle indagini da parte della procura presso il tribunale di Salerno. La Soget avrebbe dovuto svolgere il suo incarico in cinque anni, percependo un compenso pari a 800mila euro. (LA CITTA’ di SALERNO)

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