Controlli a tappeto dell’Ispettorato del Lavoro: scatta l’allarme caporalato nel Salernitano. Sospesa un’azienda a Ogliastro Cilento

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Controlli a tappeto dell’Ispettorato del Lavoro: scatta l’allarme caporalato nel Salernitano. Sospesa un’azienda a Ogliastro Cilento

SALERNO. Una pioggia di sanzioni e attività sospese dopo due settimane di intensi controlli. È questo il bilancio della vasta operazione messa in campo dai carabinieri del Nil (Nucleo presso l’Ispettorato del Lavoro di Salerno), guidati dai marescialli Gabriele D’Angelo e Bianca Landi. Gli accertamenti, voluti dal Comando Generale dell’Arma per il settore agricoltura, hanno riacceso i riflettori sulla piaga del caporalato e del lavoro sommerso, registrando numeri preoccupanti in tutta la provincia, Cilento incluso.
I numeri dello sfruttamento: oltre la metà dei lavoratori è irregolare
Le verifiche hanno riguardato 17 aziende agricole del territorio salernitano e ben 173 posizioni lavorative. I risultati emersi delineano un quadro allarmante: il 58% dei lavoratori controllati è risultato irregolare. Nel dettaglio, i militari hanno riscontrato 108 posizioni non in regola e scoperto 3 lavoratori completamente “in nero”, privi di qualsiasi contratto.
Al termine delle attività sono state otto le aziende sanzionate per gravi violazioni delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con ammende complessive che superano i 63mila euro.

Sigilli nel Cilento e nel Vallo di Diano

La task force dei carabinieri ha setacciato l’intera provincia, partendo dall’Agro Nocerino Sarnese fino al profondo sud salernitano. Tra i comuni cilentani e del comprensorio Alburni-Diano inseriti nella mappa dei controlli figurano Altavilla Silentina, Albanella, Ogliastro Cilento, Casal Velino, Sassano e Padula.
Per quattro aziende agricole, giudicate ad altissima criticità, è scattato il provvedimento di sospensione temporanea dell’attività. I sigilli sono scattati per strutture con sede a Salerno, Padula e Ogliastro Cilento. Queste attività potranno riaprire i battenti solo dopo aver regolarizzato la posizione dei lavoratori, sanato le carenze sulla sicurezza e pagato le pesanti sanzioni pecuniarie.

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