Confesercenti provinciale Salerno: nuove restrizioni pubblici esercizi

La “nuova mazzata” era nell’aria per i pubblici esercizi e probabilmente qui in Campania si è giocato di “anticipo”. Nuove misure di contenimento regionali oggi e governative tra qualche ora che inevitabilmente ricadaranno sulle spalle dei soliti operatori dei pubblici esercizi. Unica nota positiva, si fa ammenda di una possibilità negata durante la fase 1, oggi consentita, ovvero della consegna a domicilio senza nessuna limitazione e questo è un bene. A questo punto ci attendiamo dallo Stato direttive chiare ed uniformi con una tempistica adeguata che non debba necessariamente produrre effetti distorti sui vari territori nazionali, che sia di facile comprensione per gli addetti ai lavori, ovvero le migliaia di piccoli esercenti commerciali e pubblici esercizi del turismo, della ristorazione, dell’intrattenimento e della movida. Per queste “possibili” e probabili chiusure e limitazioni, Confesercenti provinciale di Salerno è certa che i nostri operatori, ancora una volta, tra mille sacrifici, risponderanno presenti con senso di responsabilità e con la rinnovata voglia di arginare insieme alle istituzioni l’emergenza. “Su una questione però bisogna essere chiari fermi e decisi, – dichiara il presidente provinciale Raffaele Esposito –  la vergognosa situazione della fase 1 e poi della fase  2 della emergenza, relativa al credito ed alla sua tempistica, non sarà più accettabile. Lo Stato questa volta dovrà garantire immediatamente nel caso di possibili  chiusure di attività le giuste e doverose compensazioni monetarie, basta giri di parole, occorrono soldi (euro) subito nelle tasse di chi sarà penalizzato per fronteggiare mutui, tasse, servizi, costo del lavoro, fornitori, affitti, e utenze. Non vogliamo nuovamente fare sfoggio di proclami su Facebook, una “filosofia moderna” alla quale tutti hanno fatto ricorso, vogliamo essere garantiti per davvero con velocità e proporzionalità da misure statali idonee a fronteggiare questo avvio di nuova crisi economica perché è di questo stiamo parlando. Non vogliamo uno Stato assente o in ritardo e soprattutto  non in linea con le reali esigenze dei piccoli imprenditori. La “ricetta” per  contrastare la  pressione fiscale e  per tutto quello detto in premessa, – conclude il Presidente Esposito – è solo una, ovvero quella di garantire nell’immediato credito e liquidità a costo zero (interessi zero) e per un periodo di ammortamento minimo di dieci anni le micro e piccole attività di tutti i settori e nel contempo presidiare con tutte le forze i territori con personale adeguato. Gli assembramenti rappresentano un aspetto culturale mancato a questo punto dell’emergenza e certamente i gestori, da soli, non possono accollarsi l’onere del controllo della lungo le proprie strade di pertinenza. Liquidità garantita dallo Stato per scoraggiare la chiusura di migliaia di piccole attività, insomma la chiusura dell’Italia intera e generare drammaticamente come certifica l’ISTAT generazioni di nuovi poveri”.

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