Cemento fuorilegge nel Parco del Cilento-Diano Alburni. Arrivano le ruspe. Le paga il Ministero

VALLO DELLA LUCANIA. Arrivano i fondi per procedere agli abbattimenti degli immobili abusivi sorti negli anni nelle aree di competenza del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Il Ministero dell’Ambiente ha messo a disposizione dell’Ente guidato dal presidente Tommaso Pellegrino circa 731mila euro che serviranno per procedere alla demolizione degli abusi edilizi che insistono nell’Area Protetta. Negli anni, l’Ente Parco ha comunicato, gli abusi edilizi riscontrati di volta in volta dai vari organismi di controllo, ma di rado si è potuto procedere, vista la mancanza di fondi, con le demolizioni quando gli autori dell’abuso non davano seguito alle ordinanze di demolizione. «Dal 2012 al 2018 – afferma il direttore dell’Ente Parco, Romano Gregorio – sono state emesse circa 120 ordinanze di demolizione, ma solo in qualche caso si è potuto dare seguito agli abbattimenti quando il trasgressore non ottemperava alla relativa ordinanza». Nelle prossime settimane si potrà recuperare il tempo perduto e dare riscontro a quei provvedimenti, a partire dagli abusi riscontrati nel 2012 fino al 2018. Sono disponibili 270mila euro per gli abusi riscontrati nel 2012; 196mila euro per il 2013; 185mila euro per il 2014; 81mila euro per il 2018. Risulta poi in cassa un’ulteriore somma residua di 58mila euro circa relativa a fondi precedentemente trasferiti dallo stesso Ministero per le medesime finalità. «Si partirà – sottolinea Gregorio – con i casi segnalati dalla Procura di Vallo della Lucania oggetto di sentenze esecutive, quindi con le ordinanze del nostro Ente, anch’esse divenute esecutive». Lo scorso mese di maggio è stato sottoscritto un apposito accordo di programma tra l’Ente Parco e la Procura della Repubblica di Vallo della Lucania in materia di acquisizioni e demolizioni di manufatti abusivi, con il quale si prevede di attivare un sinergico coordinamento delle attività finalizzate al contrasto dell’abusivismo edilizio e nell’organizzazione e pianificazione dei rispettivi interventi di ripristino della legalità. Ad oggi quell’accordo può avere seguito, grazie a 788mila euro di fondi. Si agirà per lo più «in aree costiere, per l’abbattimento di villette per vacanze. La più colpita dal fenomeno dell’abusivismo edilizio è Camerota». Nel corso degli anni, l’Ente Parco ha adottato diverse ordinanze di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi, con riferimento ad altrettanti fenomeni di abusivismo edilizio rilevati nel territorio dell’Area Protetta. Con precedenti provvedimenti sono stati approvati, per una somma complessiva di 225mila euro, i progetti di fattibilità tecnico economica dei lavori di demolizione connessi con i procedimenti di cui alle ordinanze di maggio e dicembre 2011. Ora si potrà dare seguito a queste e ad altre ordinanze in modo da restituire dignità a tante aree del territorio che sono state deturpate dai furbetti di turno con colate di cemento che nessuno aveva mai autorizzato.

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