Caso Capaccio Paestum: cade l’obbligo di dimora per Alfieri nel processo appalti, ma resta ai domiciliari per l’inchiesta DDA

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Caso Capaccio Paestum: cade l’obbligo di dimora per Alfieri nel processo appalti, ma resta ai domiciliari per l’inchiesta DDA

CAPACCIO PAESTUM – Nuova svolta giudiziaria per l’ex sindaco della Città dei Templi, Franco Alfieri. Il Tribunale di Vallo della Lucania ha revocato la misura cautelare dell’obbligo di dimora a cui l’ex primo cittadino era sottoposto nell’ambito del processo sui presunti appalti pilotati per la pubblica illuminazione.

Revocate le restrizioni: tornano in libertà anche gli altri indagati

La decisione, firmata dal presidente del Tribunale Vincenzo Pellegrino con il parere favorevole del pubblico ministero, giunge a seguito dell’istanza presentata dai legali difensori Agostino De Caro e Domenicantonio D’Alessandro. Il giudice ha ritenuto che le esigenze cautelari fossero ormai venute meno, dato che la fase dibattimentale ha visto completarsi l’escussione di tutti i testimoni dell’accusa.
Il provvedimento segue quello del 13 aprile scorso, che ha restituito la piena libertà agli altri protagonisti del filone:
  • Vittorio De Rosa e Alfonso D’Auria (vertici della società Dervit).
  • Andrea Campanile, ex capostaff di Alfieri.
    Tutti e tre erano precedentemente soggetti a obblighi di firma o divieti di dimora, misure ora rimosse grazie anche alla condotta “irreprensibile” mantenuta durante il periodo di restrizione.

Il nodo degli arresti domiciliari

Nonostante la revoca nel processo cilentano, Franco Alfieri non torna in libertà. L’ex sindaco resta infatti ristretto agli arresti domiciliari a causa di un secondo e pesante filone d’indagine condotto dalla DDA di Salerno. In questa inchiesta, Alfieri è accusato di scambio elettorale politico-mafioso in relazione alle elezioni amministrative del 2019, accusa per la quale è già stato disposto il rinvio a giudizio.

Prossime tappe in aula

Il calendario giudiziario resta serrato. Il 23 aprile gli imputati del caso appalti torneranno nell’aula del Tribunale di Vallo della Lucania per l’avvio della fase difensiva, con l’audizione dei testimoni citati dai legali di Alfieri. Le accuse in questo dibattimento restano quelle di corruzione e turbata libertà degli incanti, con il Comune di Capaccio Paestum costituito parte civile.
Parallelamente, per il filone legato al presunto patto mafioso, la prima udienza è fissata per il 6 maggio 2026 presso il Tribunale di Salerno.

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