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Capitale Italiana Cultura 2024: vince Pesaro, delusione per l’Unione Paestum-Alto Cilento

Turismo

ROMA. Purtroppo l’Unione dei Comuni Paestum-Alto Cilento non ce l’ha fatta. Sarà infatti Pesaro la Capitale Italiana della Cultura 2024. La designazione ufficiale è arrivata pochi minuti fa da Roma, dove il ministro Dario Franceschini ha ufficializzato il nome della vincitrice, prescelta all’unanimità dall’apposita Commissione, presieduta da Silvia Calandrelli, dopo le audizioni delle 10 candidature finaliste tenutesi il 4 marzo scorso.

Nella capitale, presso la Sala Spadolini del Ministero della Cultura, presente stamane anche il presidente dell’Unione Paestum-Alto Cilento e primo cittadino della città dei Templi, Franco Alfieri, in rappresentanza anche degli altri 10 sindaci di Agropoli, Cicerale, Giungano, Laureana Cilento, Lustra, Ogliastro Cilento, Perdifumo, Prignano Cilento, Rutino e Torchiara.

Da elogiare, in ogni caso, il grande lavoro e le scelte del prof. Giovanni Solimine e di Paola Mangone, rispettivamente direttore scientifico e coordinatrice tecnica dell’articolato dossier cilentano, basate su sette punti cardine: i giovani, i beni culturali, i borghi, il patrimonio immateriale, la musica, le strutture presenti e le opere da realizzare.

“Congratulazioni ai vincitori, dispiace ovviamente per noi, ma essere comunque arrivati in finale è stata un’ulteriore dimostrazione che la nostra terra e i nostri luoghi possono fare la differenza in nome dell’unione, della collaborazione e del duro lavoro” ha commentato il presidente dell’Unione, Franco Alfieri. Tangibile delusione ma anche tante congratulazioni, alla città di Pesaro, da parte delle altre finaliste Ascoli Piceno, Chioggia, Grosseto, Mesagne, Sestri Levante con il Tigullio, Siracusa, Viareggio e Vicenza.

IL COMUNICATO STAMPA DELL’UNIONE – Mercoledì 16 Marzo, alle ore 11, si è tenuta, a Roma, la cerimonia di proclamazione della città vincitrice del titolo di Capitale Italiana della Cultura 2024. L’Unione dei Comuni Paestum Alto Cilento era tra le dieci finaliste. La città di Pesaro si è aggiudicata il titolo, ma il Cilento esce a testa alta dalla competizione. Fin dall’inizio l’Unione dei Comuni Paestum Alto Cilento era consapevole che concorrere per un riconoscimento così importante non sarebbe stato facile.

Il 2022, infatti, è stata la vicina città di Procida a rappresentare la cultura italiana. Il presidente Franco Alfieri, però, ha creduto, da subito, nella candidatura per proporre, a livello nazione, un progetto innovativo. L’obiettivo non era il rilancio di una sola città, ma la sfida di unire tanti Comuni nel nome della cultura. Con questo spirito ha preso il via l’intera macchina organizzativa che ha coinvolto tutto il Cilento. Per il dossier di candidatura è stato elaborato un piano strategico di iniziative dedicate alla Cultura dell’Unione. Il programma è stato presentato il 4 marzo davanti alla commissione presieduta da Silvia Calandrelli, Direttrice Rai Cultura e Direttrice Genere Cultura ed Educational. Durante l’audizione sono stati illustrati gli interventi e le strategie per far sì che il Cilento diventi sempre di più simbolo di cultura e unione.

Nonostante la mancata vittoria, l’impegno per la realizzazione degli obiettivi prefissati continuerà più forte di prima. Uno sguardo speciale sarà rivolto ai giovani, prima colonna del dossier e anello di unione per tutti gli interventi. Si continuerà, quindi, con il processo di costituzione del Forum dell’Unione, rendendo le nuove generazioni promotrici anche del Festival della Cultura Immateriale, in collaborazione con ICPI, UNPLI ed ANCI, previsto per il 2023. Si proseguirà, inoltre, con la sistematizzazione del Sistema Bibliotecario dell’Unione inteso come HUB culturale, all’interno del quale continueranno i corsi di formazione bibliotecaria.

“Oggi è un giorno di vittoria per il territorio – dichiara il presidente Franco Alfieri – essere tra le dieci città finaliste per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2024 è stata un’esperienza formativa impareggiabile. Abbiamo reso il territorio più consapevole delle proprie bellezze, abbiamo rotto un argine di rivalità tra i Comuni, ci siamo sentiti una sola comunità perché l’Unione dei Comuni Paestum Alto Cilento ha agito e continuerà a farlo nel nome della cultura dell’unione, divenuta ormai il nostro imprescindibile motto per la realizzazione degli obiettivi futuri”.

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