Capaccio, elezioni 2017: “AltraCittà” si candida con proprio rappresentante

Capaccio. Politica a Capaccio: di seguito la nota stampa inviata da AltraCittà tramite il suo portavoce Bruno Mollo, con la quale annuncia la candidatura di un rappresentante alle prossime elezioni comunali del 2017.

Arrivati a questo punto, cari cittadini, corre l’obbligo morale e politico di spiegare i motivi che ci hanno indotto alla dolorosa scelta di prendere le distanze da questa amministrazione e soprattutto da quanti caparbiamente e senza più alcuna legittimazione politica, vogliono continuare ad amministrarla, succeda quel che succeda quel che succeda. I motivi sono tanti e si sono rivelati, purtroppo, fin dall’inizio di questa consiliatura; sono cresciuti a dismisura con il tempo e, nonostante i tanti tentativi fatti  non si è riusciti a fermarli né  a incanalarli per il verso giusto. I rapporti politici e personali si sono incrinati già dopo qualche settimana dal voto. Il narcisismo del primo cittadino,  del quale avevamo qualche notizia, ma che non si pensava arrivasse a tal punto, ha fatto si che i suoi indirizzi programmatici considerassero primari alcuni punti che primari non lo erano e che ancora oggi non lo sono.

Il Sindaco si è allontanato da quello che era il programma elettorale(che fra l’altro non prevedeva alcuna delle cose che  si diranno).Sono state compiute scelte ed azioni che hanno fin dall’inizio logorato la serenità amministrativa e preannunciato la fine ingloriosa dell’Amministrazione Voza ancor prima di iniziare. E’ certamente passato del tempo prima che tutto questo si manifestasse in tutta la sua pochezza amministrativa e  incominciassero a  venire a galla tutti i dissapori, ma a pochi mesi dalle elezioni è sembrato opportuno tentare  di rimettere a dritta la “barra” amministrativa per non affondare la nave. Forse fu  questo un nostro inconsapevole errore, ma fatto solo per non lasciare il paese in balia di onde che al momento sembravano più piccole di quelle che successivamente si sono rivelate.

Il referendum è stato il primo “rospo da ingoiare”. Per non rompere dopo nemmeno un mese di amministrazione si dovette assecondare, non senza combattere,  questa insana scelta di cambiare il nome ad un comune, quello di Capaccio, che non ne ha alcun bisogno, aumentando la divaricazione tra le contrade, a vantaggio di una sola e dividendo così oltremodo il territorio in due alla pari, se non peggio, di quanto ha fatto la chiusura del passaggio a livello di Paestum. Vi era già una delibera di giunta pronta in base alla quale il nome del Comune sarebbe dovuto essere solo “Paestum”. Cittadini e famiglie divise in due su aspetti marginali a quelli che sono i veri e annosi problemi di Capaccio, per una megalomane volontà di appellarsi a Sindaco di Capaccio Paestum. Se non piace questo nome perché  si vuol a tutti i costi pretendere di farne il primo cittadino?

Le sfere geodetiche ( o più conosciute come le “palle di Paestum”) sono un altro dei grandi errori fortemente voluto, succeda quel che succeda, dal nostro primo cittadino, che ha contribuito a creare la figura del Sindaco di Paestum e non di Capaccio. Detta caparbietà è tale che ora spenderemo altri soldi (e tanti) per il ri-montaggio e successivamente lo smontaggio delle sfere, a cui vanno aggiunti gli ulteriori 40.000,00 euro circa all’anno che vengono dati al dott. Picarelli, anche se non si è capito bene il perché e il per che cosa. Altro mistero per il quale,  se provi a chiedere spiegazione a Sindaco ti sentirai chiamare ignorante e retrogrado. Ad Italo Voza non bastava il “Paestumcentrismo”,  voleva che oltre le mura di Paestum non ci fosse nulla. E così è stato. Per lui è esistito e continuerà ad esistere solo Paestum. Mai visto in giro in altre zone del territorio.

Il comportamento del Sindaco è stato, fin dall’inizio, un susseguirsi di errori, di scelte sbagliate e di decisioni cervellotiche partorite dalla sua mente politica che è poi, purtroppo, lo specchio dell’uomo Italo Voza. Un uomo-politico lontano dalle persone che amministra e  che non vive i problemi della gente comune. Un uomo-politico distante dai cittadini perché non pensa come loro, non agisce come loro, non veste come loro, non ha i loro problemi. Un uomo che non capisce le reali difficoltà che ogni giorno vivono i cittadini di Gromola, di Spinazzo, di Licinella, di Santa Venere, di Laura, dei Crispi, ecc. perché  raramente si allontana dal salotto buono di Paestum. Si, “salotto buono”, così come ha definito la Piazzetta Paleocristiana di Paestum, quasi a dire che la piazza di Gromola non può avere la stessa dignità. Un uomo che vive in un mondo tutto suo.

Italo Voza ha ormai perso tutti i consensi: i cittadini sono rimasti delusi dal politico e dall’uomo. Un politico-uomo che si nasconde davanti alle difficoltà, che non sa difendere i suoi uomini, che fugge dalle responsabilità, che pur di restare seduto sulla poltrona ad ogni costo non ha esitato a  buttare a mare gli amici della primissima e della prima ora. Quelli che lo hanno sostenuto e che con i loro sudati consensi lo hanno fatto eleggere.

Che politico e che uomo è quello che a vantaggio di anonime persone, che non solo non si sono candidate con lui ma che lo hanno addirittura osteggiato nella sua candidatura fino alla fine, sostituisce, umiliandoli di fronte al paese intero, quanti lo hanno sostenuto e  sopportato nelle sue cervellotiche decisioni?

Oggi ritroviamo fuori o all’opposizione persone come: Di Lucia, Montefusco, Ragni, Longo, Cetta e Pagano (solo per parlare dei consiglieri eletti), che  hanno preso  oltre 2.000 voti alle scorse elezioni senza i quali, Italo Voza non avrebbe nemmeno vinto al primo turno. Ci ritroviamo con una giunta che rappresenta il nulla rispetto al progetto iniziale per il quale ci eravamo tutti impegnati. Questa ennesima nuova Giunta che rappresentatività ha rispetto al paese? Sono solo persone che rappresentano se stessi. Il Consigliere di Altracittà, dott. Franco Longo ha dimostrato coraggio e coerenza. Pur essendo collega di studio e di lavoro del Sindaco, con alto senso di responsabilità e senza pensare a vantaggi personali (quegli  stessi vantaggi a cui hanno invece pensato gli altri consiglieri che, senza batter ciglio, hanno tradito gli ideali del movimento e fatto il salto della quaglia), ha responsabilmente,  anche se con enorme sofferenza, portato avanti una battaglia di serietà e di coerenza attraverso la quale il Movimento Civico di Altracittà è fuoriuscito dalla maggioranza, facendo una scelta dolorosa si ma necessaria. Grazie consigliere Longo, hai dimostrato di essere un uomo vero non legato ad interessi personali.

Altra Città, salvo eccezionali scelte di tipo diverse, si candida per il futuro alla guida della Città di Capaccio con un proprio rappresentante che possa amministrare in modo illuminato ed innovativo, ma soprattutto con coraggio e decisionismo. Quel decisionismo illuminato e condiviso che fin ora è mancato e senza il quale il Paese non riuscirà a compiere quel salto di qualità divenuto ormai indispensabile.

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