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Camerota, sequestro depuratore: 4 indagati. C’è anche il sindaco Mario Salvatore Scarpitta

Con un lungo post apparso ieri sera su Facebook, il Sindaco di Camerota, ha voluto chiarire la situazione in merito alla pervenuta notifica di un decreto di sequestro preventivo disposto dal GIP di Vallo della Lucania, con riferimento al depuratore di Licusati e la conseguente iscrizione nel registro degli indagati. Si tratta del sindaco di Camerota, Mario Salvatore Scarpitta; dell’ex sindaco, Antonio Romano, già ai domiciliari per un’altra vicenda giudiziaria; Antonietta Coraggio, attuale responsabile dell’ufficio tecnico; e Alessandro Di Rosario, funzionario dell’ente anch’esso responsabile dell’ufficio tecnico all’epoca dei fatti contestati. Ecco il post pubblicato dal Sindaco Scarpitta sul suo profilo Facebook: “In data odierna ho ricevuto la notifica di un decreto di sequestro preventivo disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Vallo della Lucania con riferimento all’impianto di depurazione della frazione Licusati – esordisce Scarpitta – . Il provvedimento è reso nell’ambito di un procedimento penale in cui – da quel che ho appreso – risulto indagato nella qualità di attuale Sindaco di Camerota in uno a chi mi ha preceduto e ai due responsabili che – negli anni – si sono alternati all’Ufficio Tecnico Comunale. I fatti contestati risalgono all’anno 2015 e fanno riferimento a rilievi afferenti scarichi abusivi in acque superficiali e sversamenti in mare avvenuti con il depuratore non in funzione. Trattasi di un’altra sciagurata eredità pervenuta all’attuale Amministrazione comunale, che però da subito si è attivata per risolvere i problemi di tutti i depuratori presenti sul territorio. Contatterò immediatamente il delegato all’ambiente, che ha seguito e segue da vicino anche le vicende legate ai depuratori e col quale mi coordinerò per tutto quanto è necessario mettere subito in campo. Ho già nominato – prosegue il primo cittadino – un legale di fiducia ed a lui ho chiesto di promuovere istanza per la revoca del sequestro disposto dal GIP, nonché di chiarire – documenti alla mano – ciò che è stato fatto negli ultimi due anni. La Provincia di Salerno, infatti, ha già trasmesso qualche settimana fa gli atti alla Regione Campania per avviare la rifunzionalizzazione e riattivazione del depuratore di Licusati. Abbiamo prodotto numerosissimi atti sin dal nostro insediamento e – nella funzione da me espletata – risulto coinvolto in questa fase solo perché l’ultimo sopralluogo ARPAC è datato pochi mesi dopo l’insediamento della mia Amministrazione, quando ancora si contestava il pessimo stato di manutenzione delle cosiddette “vasche di pretrattamento” e perché mi si contesta di non aver adottato provvedimenti urgenti a tutela della salute pubblica. Rassereno tutti i cittadini di Camerota, i turisti attualmente presenti sul territorio, nonché quelli che arriveranno nelle prossime settimane: non è così. Per quanto riguarda il depuratore della frazione Licusati ed il completamento delle fogne di Camerota Capoluogo, il Comune ha attinto ad un fondo di rotazione Regionale, mediante il quale ha redatto la progettazione esecutiva ed approvato il progetto già a gennaio 2018 ed è in attesa di finanziamento.
Per anticipare i tempi, poi, ci siamo fatti promotori – con la provincia di Salerno – di utilizzare parte delle risorse, a seguito del ribasso d’asta, dei depuratori di Marina e Licusati, in corso di approvazione della spesa da parte della Regione.  Chiariremo pertanto – conclude Scarpitta – ogni aspetto nell’immediatezza e coglieremo questa opportunità per risolvere finalmente un altro problema che abbiamo ereditato da chi è venuto prima di noi. Camerota è un posto bellissimo che presto avrà la piena funzionalità di tutti i depuratori. La tutela dell’ambiente, nonché la difesa dell’unico ed inimitabile patrimonio naturalistico di cui disponiamo è una delle missioni principali della squadra che mi onoro di rappresentare ed è per questo che – in un periodo che è già di super-lavoro – non ci risparmieremo neppure su questa vicenda per fare subito piena luce e provare l’estraneità a qualsivoglia condotta contestata”.
Omar Domingo Manganelli

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