Camerota Riparte. Liquidazione “Leon di Caprera”: “Ecco le responsabilità di Scarpitta”

Il gruppo di opposizione Camerota Riparte ancora una volta all’attacco del sindaco Scarpitta finito nel mirino della minoranza negli ultimi giorni dopo la notizia della liquidazione della società partecipata La Leon de Caprera. Il capogruppo di opposizione Pierpaolo Guzzo insieme ai consiglieri Enzo Del Gaudio e Domenico Spiniello hanno deciso di fare chiarezza con una nota ufficiale con l’obiettivo, hanno spiegato i consiglieri, “di smascherare l’ennesima bufala di Scarpitta” a cui per fortuna ‘la stragrande maggioranza dei Camerotani non crede più”. Poi continuano i consiglieri :”Dopo anni di demagogia le bugie del sindaco Scarpitta saranno messe a nudo affinché i cittadini sappiano bene con chi hanno a che fare. Il momento della verità si avvicina -hanno spiegato i consiglieri- e il sindaco deve prepararsi ad assumersi tutte le sue responsabilità per una gestione scellerata e approssimativa che ha messo in ginocchio un’intera economia. I Camerotani sono ormai stanchi della sua arroganza e non aspettano altro di poterlo mandare a casa con il voto democratico ponendo fine ad una delle esperienze amministrative peggiori della storia di Camerota”. Di seguito il chiarimento integrale del gruppo Camerota Riparte sulla vicenda liquidazione società partecipata Leon de Caprera. La vicenda della società partecipata dal Comune, “Il Leone di Caprera”, è di una gravità inaudita. Il Sindaco, non sappiamo se abbia cognizione o contezza di quello che dice, avviluppato ormai nella sua accertata, cronica e patologica mania autoreferenziale, ha celebrato come un ulteriore trionfo personale e della sua amministrazione, la messa in liquidazione della società. Riteniamo, come gruppo consiliare di opposizione, fare chiarezza sul destino della società, e sulle gravissime conseguenze che dalla decisione del Tribunale deriveranno sulle casse del Bilancio comunale.
Chiediamo ai cittadini un momento di pazienza e attenzione affinché ci seguano nel nostro ragionamento, che si risolverà alla fine in un accorato appello ad un vostro maggiore spirito critico ai deliranti comunicati di Scarpitta.
Ebbene, nel messaggio pubblico di Terradamare si legge testualmente:

“Sin dall’insediamento, infatti, la Giunta Comunale Scarpitta aveva deciso di non avvalersi delle società partecipate esistenti, votando per la loro messa in liquidazione, inadeguate come erano a proseguire qualsivoglia attività”.

Il Sindaco, insomma, riteneva inadeguate le società partecipate, emettendo un giudizio e una sentenza personale su quelle società di cui ricordiamo, il Comune deteneva il 51% del capitale sociale nonché il diritto esclusivo di nomina dell’Amministratore. A questo punto è doverosa una precisazione. Una società, una qualsiasi società esprime le proprie volontà e decisioni per il tramite dei suoi organi sociali, l’Assemblea dei soci e l’amministratore o il Consiglio di Amministrazione. Se il Sindaco nel 2017 ha ravvisato palesi inadeguatezze nella gestione societaria, avrebbe potuto nominare un Amministratore di propria fiducia e consentire a quella società un normale e sereno prosieguo nella sua attività volta al raggiungimento degli scopi sociali. In alternativa, avrebbe potuto far deliberare dall’Assemblea dei soci lo scioglimento della società e la messa in liquidazione. Nulla di tutto questo. Ha fatto deliberatamente incancrenire una situazione, non presentando Bilanci della società e rendendola inadempiente per tutta una serie di atti amministrativi e societari che l’hanno portato a chiederne l’estinzione presso un organo giudiziario.
Il provvedimento assunto, come già evidenziato all’esordio di questo comunicato, è davvero grave a tal punto che, se qualche altro l’avesse richiesto, il Sindaco avrebbe dovuto opporsi con tutte le sue forze a un siffatto pronunciamento del Tribunale. Il motivo? Chiaro e nefasto nel contempo.
La società “La Marina del Leone di Caprera” è debitrice nei confronti del Comune di Camerota della non irrisoria somma di euro 700,000,00 (per essere ancor più chiari lo scriviamo anche in lettere: Settecentomila). Questa somma, per i non addetti ai lavori, andrà irrimediabilmente perduta in quanto non ci risulta che la società abbia un patrimonio attivo di tale proporzione da liquidare. Ci chiediamo allora: Perché mandare alla malora la società “La Marina del Leone di Caprera” e non permetterle di proseguire nella propria attività e di ripianare negli anni, magari spalmando in più esercizi sociali i propri debiti nei confronti del Comune?
È questo il duro interrogativo che inchioda Scarpitta alle sue pesanti e scottanti responsabilità, reso ancor più inquietante da un legittimo sospetto, quello di aver fatto costituire una nuova società, composta da persone a lui gradite, che gestisse i pontili sgombra dalla zavorra di quel debito. Operazione perfetta da un punto di vista prettamente di parte, la sua. E i soldi della collettività? E qui andremo a chiedergli conto di altre responsabilità che concernono il Bilancio comunale. Infatti dei circa 700.000,00 euro di debiti della società Leon de Caprera nei confronti del Comune di Camerota, nel bilancio comunale non si ha traccia. (Comunicato Stampa CAMEROTA RIPARTE)

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