Camerota. Il Covid non ha figli nè figliastri…

MARINA di CAMEROTA. Proprio nelle stesse ore in cui il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca ha istituito una mini zona rossa in Campania a Camerota infiamma una polemica,l’ennesima di questa rovente estate cilentana, scoppiata dopo la pubblicazione delle foto sui social di un maxi assembramento in un noto stabilimento balenare della zona Mingardo. Tanto è bastato a far scoppiare la polemica che ha nuovamente armato i due fronti: i precauzionisti contro i fatalisti. Noi come sempre proviamo a dire la nostra e a lanciare un appello alle istituzioni e, in questo caso più che mai, anche ai cittadini. Soprattutto ai più giovani!
Ma andiamo con ordine. Sui social iniziano a circolare foto di un mega party sulla spiaggia del Mingardo. Nel giro di poche ore fioccano i commenti. Noi qualche riflessione vogliamo proporla ai nostro lettori sperando di sensibilizzare anche chi di dovere. Premettiamo che è giusto provare lentamente a tornare alla normalità. E’ giusto divertirsi, ci mancherebbe. E’ giusto anche che le attività economiche lavorino e producano economia e posti di lavoro, dunque reddito. Ma crediamo sia altrettanto giusto e sacrosanto farlo nell’assoluto rispetto delle regole previste dalle normative anti-covid. Questo per rispetto anche dei tanti operatori economici che anteponendo la salvaguardia della salute dei propri ospiti e collaboratori hanno rinunciato a introiti significativi. Per una questione di equità bisognerebbe evitare il ripetersi di certe immagini che dimostrano, inequivocabilmente, quanta irresponsabilità e menefreghismo ci siano intorno a noi. Eppure mesi di lockdown avrebbero dovuto insegnare qualcosa. Ma evidentemente per alcuni non e così. Tanti imprenditori, famiglie e lavoratori hanno dovuto sopportare sacrifici enormi senza dimenticare le difficoltà economiche che hanno investito quasi tutti i settori produttivi del paese. Ci chiediamo: che fine ha fatto l’intransigenza delle istituzioni che pochi mesi or sono multava anche qualche anziano “beccato” a fare una innocua passeggiata e per questo spedito senza troppi fronzoli in quarantena? Evitiamo dunque di fare “figli e figliastri” perché a quanto pare, e i dati degli ultimi giorni lo dimostrano, il Covid “figli e figliastri” non ne ha. Perché rischiare di mandare in fumo mesi di rinunce e privazioni? Così come gli sforzi fatti da cittadini, volontari e amministrazioni locali? Quello che si chiede non è certamente impedire alle attività economiche di operare ma di farlo utilizzando gli stessi protocolli di sicurezza. Altrimenti per quelli che rispettano le regole il danno sarà doppio: economico e di immagine. E siamo nel Cilento. Una terra il cui turismo è più a vocazione naturalistica che “discotecara”. Ma anche dove c’è una consolidata tradizione della movida (pensiamo alle Baleari ed in particolare ad Ibiza) si stanno reinventando mirando ad altri punti di eccellenza rinunciando così, almeno temporaneamente, alle notti brave della movida più famosa d’Europa. Dunque il nostro vuole essere un richiamo al senso di responsabilità e all’applicazione coerente delle disposizioni. La leggerezza di uno, in nome dell’interesse di pochi, potrebbe pregiudicare tutti. La domanda è: ne vale davvero la pena? E se si, perché? (Pietro D’Andrea)

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