Camerota, Fernando Cammarano: “Alcune precisazioni per amore della verità a seguito del Consiglio Comunale del 08-09-2020”

Dott. Fernando Cammarano – comunicato stampa

A seguito del Consiglio Comunale del 08.09.2020, durante il quale più volte sono stato inopportunamente citato, mi corre l’obbligo di fare alcune precisazioni per amore della verità ed anche a tutela della mia dignità ed immagine professionale.

Dal video del Consiglio Comunale andato in onda sui social, a partire dal 09.09.2020, ho appreso, in particolare, che sulla questione delle società partecipate “CALANCA SRL IN LIQUIDAZIONE” e “LA MARINA DE IL LEONE DI CAPRERA SRL” è intervenuto anche l’avv. Marco Sansone, legale convenzionato con l’Ente, il quale, per motivi a me sconosciuti, ha rappresentato ai Consiglieri comunali presenti in Aula Consiliare mie presunte mancanze, in ordine all’attività svolta da liquidatore e/o consulente contabile delle predette società.

Mi spiace dover pubblicamente sottolineare che l’avv. Sansone ha riportato una serie di fatti e circostanze non corrispondenti al vero, forse perché non adeguatamente informato o semplicemente perché non ha una specifica specializzazione sul diritto societario.

Escludo, mi impongo di farlo, che il tutto sia dovuto a malafede, anche se i fatti e le circostanze, così come  rappresentati, possono generare cattivi pensieri.

Cercherò di essere analitico e sintetico, al fine di precisare, punto per punto, quanto affermato e quanto invece realmente accaduto negli ultimi anni.

Dopo l’esposizione del consigliere comunale avv. Francesco Calicchio, che ringrazio per essersi attenuto solo a riportare i fatti ed a porre domande, senza cadere in superficiali valutazioni di parte, l’avv. Marco Sansone, quale legale convenzionato col Comune di Camerota, ha ritenuto doveroso intervenire, su richiesta del Sindaco, trascinandomi più volte nella discussione con valutazioni ed affermazioni inesatte e quantomeno inopportune.

Per chiarezza e facilità di lettura, dividerò la presente nota in due punti: il primo, relativo alla società Calanca srl in liquidazione, nella quale effettivamente ancora ricopro la carica di liquidatore, ed il secondo, relativo alla società “La Marina de Il leone di Caprera srl”, nella quale svolgo solo il ruolo di consulente contabile, non essendosi mai perfezionata la mia nomina a liquidatore. Tale circostanza è ben nota da tempo anche all’avv. Marco Sansone.

  • “CALANCA SRL IN LIQUIDAZIONE”

L’avvocato Sansone contesta, o comunque rappresenta come mie presunte mancanze, i seguenti punti:

  1. La convocazione è stata fissata di domenica 28.06.2020 alle ore 13,00;
  2. Il bilancio 2019 è stato approvato senza la presenza del socio di maggioranza Comune di Camerota (partecipazione al 51%);
  3. Il bilancio 2019 è stato approvato senza l’approvazione del bilancio 2018;
  4. I bilanci sono un susseguirsi di gestioni annuali;
  5. Facendo una visura camerale non risulta il bilancio depositato;
  6. Il Comune di Camerota ha chiesto un rinvio della convocazione, perché carente di documenti;
  7. L’Ente, chiesto anche il suo parere, intende impugnare la delibera dell’assemblea dei soci di approvazione del bilancio per due motivi: uno perché approvato senza la presenza del socio di maggioranza e due perché all’interno del bilancio vi è la voce cassa con un importo di circa euro 35.000;
  8. Con l’impugnazione del verbale si inizia anche ad intraprendere un’azione di responsabilità.

Seguendo l’ordine dei punti innanzi elencati, indicherò di seguito tutte le inesattezze divulgate durante la seduta di Consiglio comunale, senza però aver prima ricordato all’avv. Sansone che la società è partecipata al 51% dal Comune di Camerota ed al 49% da privati.

  1. La convocazione dell’Assemblea è stata fissata in seconda convocazione per il 28.06.2020, solo perché uno dei decreti adottati dal Presidente del Consiglio, durante l’emergenza sanitaria, ha stabilito che i bilanci andavano approvati entro e non oltre il 28.06.2020: pur volendo rinviare ad altra data successiva, pertanto, non vi erano i tempi tecnici per una nuova convocazione di tutti i soci. Lo stesso giorno, alle ore 10,00, tra l’altro, è stato approvato anche il bilancio della società partecipata denominata “Kamaraton srl in liquidazione”. Infatti, le due assemblee delle società partecipate, sono state fissate una alle ore 10,00 e l’altra alle ore 12,00 (calanca srl).
  2. Lo Statuto della società CALANCA SRL IN LIQUIDAZIONE, e precisamente l’art. 7 comma 2, chiarisce che l’Assemblea dei soci, in seconda convocazione (l’assemblea del 28.06.2020 era in seconda convocazione), può deliberare a maggioranza dei soci intervenuti, rendendo ininfluente, ai fini della validità del deliberato, la circostanza che l’Ente sia o meno presente.

Preciso, inoltre, che è la prima volta che l’Ente non partecipa ad un’Assemblea dei soci, sicuramente non per colpa mia, ma forse semplicemente perché non interessato a presenziare. Basti considerare che, anche negli anni addietro, si sono tenute Assemblee dei soci in diversi luoghi e non necessariamente presso la Casa comunale, cosi come previsto dalla Statuto della società al citato art. 7 comma 1;

  1. Diversamente da quanto asserito dall’avv. Sansone, il Codice civile e le norme che regolano il diritto societario prevedono che i bilanci delle società sono autonomi e possono essere approvati anche senza l’approvazione del bilancio precedente;
  2. I bilanci sono redatti in base alla IV direttiva CEE, per cui riportano sempre due annualità, quello corrente e quello dell’anno precedente;
  3. Il bilancio 2019 approvato è stato depositato il 13.07.2020 con prot. 42736/2020, quindi visibile e scaricabile dal Registro Imprese, diversamente da quanto dichiarato dall’avv. Sansone; inoltre, lo stesso bilancio è stato inviato al protocollo del Comune di Camerota in data 14.07.2020 ed acquisito con prot. n. 20200714114444.97554.49.1.212;
  4. L’Ente, attraverso il Responsabile del servizio Finanziario dott. Giovanni Castaldi, ha chiesto il rinvio dell’Assemblea solo perché fissata di domenica, per cui il Sindaco non avrebbe avuto personale ad assisterlo, non certamente perché, come erroneamente rappresentato, fosse carente di documenti. Inoltre, nella convocazione dell’Assemblea, avvenuta nei termini, il sottoscritto ha comunicato, come negli anni precedenti, che qualora qualsiasi socio avesse richiesto chiarimenti o altri documenti, avrebbe potuto contattarmi e comunque ritirare quanto necessario presso il mio studio, sito in Camerota alla Piazza San Vito n. 38: tanto si evince chiaramente dalla nota pervenutami dal dott. Giovanni Castaldi, riportata in calce alla presente;
  5. Altra grave inesattezza è stata riferita in ordine alla presenza in bilancio, alla voce cassa, di circa euro 35.000, così come riportato nel verbale di approvazione del bilancio 2019; ebbene, sono i soci, e non il liquidatore, a deliberare, così come hanno fatto, invitando il sottoscritto a chiedere all’Ente di instaurare l’azione di responsabilità nei confronti dei precedenti amministratori della società, perché la partecipata non ha la possibilità economica di affrontare le spese processuali. Sul punto, sentite le dichiarazioni del Responsabile dell’Area Finanziaria, mi preme evidenziare che è quantomeno strano che per alcune vicende, sempre riferite alle partecipate, l’Ente possa dare mandato al proprio legale, mentre per altre affermi di non poterlo fare, nonostante tale ipotetico incarico sia finalizzato a tutelare anche gli interessi dell’Ente stesso, socio al 51%; tra l’altro il Comune già ha sottoscritto una convenzione con un legale di fiducia, proprio l’avv. Sansone, certamente ben retribuito.
  6. Dunque, perché l’Ente anziché agire su eventuali responsabilità del liquidatore, per presunti errori procedurali, non agisce contro gli ex amministratori della società che l’hanno portata in queste condizioni? Tale risposta rimarrà presumo inevasa.

 

2) “LA MARINA DE IL LEONE DI CAPRERA SRL”

Anche in ordine all’altra società “La Marina de Il Leone di Caprera” l’avvocato Sansone contesta, o comunque rappresenta come mie presunte mancanze, i seguenti punti:

  1. L’unica cosa da fare per risolvere il problema della nomina del liquidatore è ricorrere al Tribunale delle Imprese, come avrebbe suggerito il notaio interpellato. Infatti, sempre secondo Sansone, è impossibile convocare tutti i soci per una nuova Assemblea, perché molti di essi sono deceduti o falliti;
  2. Il sottoscritto non può dire che la mattina è il liquidatore e la sera no;
  3. Il sottoscritto, inoltre, ha dato mandato a due avvocati per opporre alcuni decreti ingiuntivi, ha di fatto espletato il ruolo di liquidatore.

È stato appreso dal dossier che lo scrivente ha fatto anche pagamenti, quindi il Tribunale terrà conto della responsabilità;

  1. La nomina degli avvocati è avvenuta dopo il verbale del CDA, organo amministrativo della società;
  2. Per riconvocare il CDA bisogna rettificare lo Statuto della società, per le modalità di convocazione;
  3. Su richiesta di spiegazioni del consigliere Calicchio sul perché non sia stato revocato il liquidatore, l’avv. Sansone ha risposto che il sottoscritto nel passato ha avuto ruoli principali;
  4. Sempre su richiesta di spiegazioni del consigliere Calicchio, se è stato fatto ricorso al Tribunale delle Imprese, l’avv. Sansone ha risposto che il Tribunale riapre a settembre.

È evidente dalle affermazioni rese in sede di Consiglio Comunale che l’avv. Sansone ha fatto molta confusione sulla questione delle società partecipate, come anticipato poc’anzi, probabilmente perché non è padrone della materia.

In ogni caso, seguendo l’ordine dei punti innanzi elencati, indicherò di seguito tutte le inesattezze divulgate sul mio conto durante la seduta di Consiglio comunale del 08/09/2020.

  1. Il CDA, organo amministrativo della società “La Marina de Il Leone di Caprera srl”, in data 10.01.2019 ha erroneamente deliberato di convocare l’Assemblea dei soci per la messa in liquidazione della società ed eventuale nomina del liquidatore: per non incorrere in errore, il CDA avrebbe dovuto deliberare la causa di messa in liquidazione e non la convocazione dell’Assemblea. Ciò nonostante, come emerge dal verbale di assemblea dei soci, è stata deliberata la messa in liquidazione della società e la nomina del sottoscritto quale liquidatore.

Tale verbale, poi, mi è stato consegnato  verso la fine del mese di marzo 2019, per completare la relativa pratica presso il Registro Imprese della Camera di Commercio di Salerno. Letto il verbale, ho comunicato immediatamente al Presidente della Società partecipata che la Camera di Commercio non avrebbe accettato il verbale, perché nello stesso non era riportata la causa di messa in liquidazione.

Il Presidente, sentito chi di dovere, ha insistito in quell’occasione, affinché proseguissi l’iter della pratica presso la Camera di Commercio.

In data 01/04/2019, come richiestomi, ho inviato la pratica alla Camera di Commercio che, però, il 16/04/2019 ha respinto il verbale con la motivazione che lo stesso non deliberava quanto richiesto dalla legge.

A questo punto, con mail e pec, ho comunicato quanto avvenuto al Presidente della partecipata ed all’Ente, precisando che era necessario rifare il tutto, ma tali comunicazioni sono rimaste puntualmente inevase.

Più di recente, poi, l’avv. Sansone ed il Presidente della partecipata si sono rivolti al notaio per annullare la delibera e rifarne un’altra.

Ho telefonato personalmente al notaio per avere notizie al riguardo, ma mi è stato riferito che era impossibile annullare tali delibere, anche se errate.

Un paio di mesi fa, poi, la Giunta dell’Ente ha deliberato di dare mandato all’avv. Sansone per proporre ricorso al Tribunale delle Imprese ed ottenere lo scioglimento della società.

Non so perché l’avv. Sansone abbia sostenuto che sia impossibile convocare l’assemblea dei soci, visto che la convocazione va notificata ai soci come riportati sul libro soci. D’altra parte, è pacifico che l’Assemblea, in seconda convocazione, possa deliberare a maggioranza degli intervenuti, cosi come previsto dallo Statuto della società;

  1. Non ho mai detto, come dichiarato ironicamente dall’avv. Sansone, di essere la mattina liquidatore e la sera no, ma ho semplicemente comunicato allo stesso avv. Sansone, al Sindaco, al Revisore dell’Ente, al Presidente della società ed al Responsabile dell’Ufficio finanziario del Comune di Camerota che la società partecipata aveva erroneamente eseguito la procedura di messa in liquidazione, per cui non si è mai perfezionata la mia nomina quale liquidatore e non è quindi possibile svolgere tale ruolo, perché non riconosciuto;
  2. In ordine alla circostanza che avrei di fatto esercitato tale incarico dando mandato ad un legale per proporre opposizioni ai decreti ingiuntivi notificati alla società, sono costretto a fare ulteriori precisazioni.

In data 28/02/2019 mi sono stati notificati a mezzo posta tali decreti perché, a detta del postino, il Presidente della società partecipata aveva rifiutato la notifica, richiamando l’assemblea di nomina del liquidatore del 25/01/2019, per cui non si riteneva più il rappresentante legale.

Ho accettato la notifica, dunque, per evitare danni irreparabili alla società, e quindi ai soci pubblici e privati, nominando un avvocato del posto in data 04/03/2019.

In data 06/03/2019 il professionista nominato ha presentato in Tribunale un’istanza di visibilità della documentazione, per verificare se sussistevano le condizioni per presentare le opposizioni. Successivamente, in data 03/04/2019, l’avvocato nominato ha presentato le opposizioni vista la imminente scadenza, che cadeva il giorno 10/04/2019.

Ho semplicemente evitato, pertanto, che tali decreti diventassero definitivi, con tutte le conseguenze negative per la società ed i suoi soci, Comune di Camerota compreso.

Altro punto che va precisato, è quello relativo a mie presunte movimentazioni di denaro, che l’avv. Sansone avrebbe appreso dai dossier consultati.

Mi limito a ricordare all’avv. Sansone che il liquidatore di una società, per poter movimentare il conto corrente della società stessa, deve depositare in banca l’avvenuta iscrizione al Registro Imprese della Camera di Commercio, da cui risulta la sua nomina; ciò non è avvenuto nel caso di specie, perché l’iter non si è mai perfezionato;

  1. L’avv. Sansone fa confusione anche sul verbale del CDA e sul verbale dell’Assemblea dei soci. Infatti, la nomina del liquidatore viene fatta dai soci e non dagli amministratori della società;
  2. Finché è in vita il vecchio statuto rimane sempre in vigore quello, per cui come era convocato in passato il CDA deve essere convocato nel presente;
  3. Il Consigliere Calicchio ha chiesto perché non sia stato sostituito, se, come afferma l’avv. Sansone, non ho svolto correttamente il mio lavoro, ma anche qui la risposta data mi lascia interdetto. Il motivo, secondo l’avv. Sansone, è perché avrei avuto ruoli principali nella società: per il professionista, quindi, essere consulente di una società vuol dire avere ruoli principali nella stessa;
  4. L’avv. Sansone ritiene, dunque, di risolvere la vicenda col ricorso da presentare al Tribunale delle Imprese, lasciando chi sa per quanto tempo la società immobilizzata, quando invece, a mio avviso, basterebbe rifare l’iter colmando gli errori fatti nella precedente procedura.

Dalle precisazioni innanzi fornite, emerge chiaramente che durante la seduta di Consiglio Comunale del 08/09/2020 siano stati riferiti fatti e circostanze non corrispondenti al vero, che necessitavano di pubblica smentita.

Con la speranza che per il futuro non si ripeta quanto avvenuto, mi riservo, comunque, di tutelare in Sede giudiziaria la mia dignità ed immagine professionale.

ConvocazioneAssemblee

 

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