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Camerota, dopo il blitz: Sindaco Scarpitta: “Qui si rischia la paralisi” nebbie sul caso Soget già denunciate da Guzzo

CAMEROTA. All’indomani del terremoto giudiziario che si è abbattuto sul comune di Camerota, i sentimenti più diffusi tra i cittadini sono quelli dell’amarezza e dell’incredulità. Infatti, tutti i personaggi coinvolti nell’inchiesta della Procura di Vallo, politici e non, sono molto conosciuti in paese. Pesanti le accuse dalle quali dovranno difendersi, tra episodi di corruzione, abuso d’ufficio, appalti truccati e così via. Bisognerà attendere l’inizio della settimana prossima, però, per i primi interrogatori di garanzia e, quindi, per capire le prime posizioni dei dodici soggetti colpiti dalle misure cautelari.
Se tra la gente non c’è proprio voglia di commentare, a prendere la parola è l’attuale primo cittadino di Camerota, Mario Salvatore Scarpitta, eletto nel 2017. «C’è disappunto e dispiacere. È sicuramente una brutta pagina per Camerota», dice. Non parla, invece, sulla mala gestio ricostruita dagli inquirenti perché si definisce «garantista», per cui «la magistratura farà il suo corso e se ci sono delle responsabilità verranno individuate, ma allo stesso modo se ci sono delle persone innocenti e che chiariranno le loro posizioni non potrà che farmi enorme piacere».
Se non entra nel merito della vicenda giudiziaria, il primo cittadino cilentano deve però preoccuparsi di rimettere in moto la macchina amministrativa visto che nell’inchiesta, coordinata dal procuratore capo Antonio Ricci e dal pm Vincenzo Palumbo, sono coinvolti anche funzionari e dipendenti dell’Ente da lui oggi amministrato. E lo stesso Scarpitta ammette: «La mia preoccupazione è soprattutto per l’andamento futuro della macchina amministrativa in quanto sono stati coinvolti anche dei funzionari, figure apicali, che ovviamente avevano delle funzioni importanti e che mettono in difficoltà il prosieguo delle attività e la continuità di servizi importanti come possono essere quelli della raccolta differenziata, dei parcheggi e così via».
Preferisce non commentare Domenico Bortone, anche lui ex sindaco di Camerota: eppure è stato il primo a fare una serie di denunce su anomalie e irregolarità a Palazzo di Città. «La ringrazio, ma preferisco non fare alcun commento», risponde al telefono.
Sconfitto da Scarpitta nel 2017 e capogruppo di opposizione dall’ormai lontano 2004, tranne una breve parentesi in maggioranza dal 2009 al 2011, Pierpaolo Guzzo ricorda le «numerose battaglie in Consiglio comunale». Ma, prima di entrare nel merito, ci tiene a precisare: «Non voglio esprimermi perchè non conosco i fatti e perché non sono un giudice, so quello che avete scritto voi sui giornali. Una cosa è certa: Camerota non è quella che si sta dipingendo in questi giorni, ci sono tantissimi cittadini onesti e trasparenti». Tra le contestazioni degli inquirenti c’è anche l’illegittima concessione dell’appalto novennale per la riscossione dei tributi alla Soget. Proprio su quest’ultimo aspetto, Guzzo si sofferma: «Già l’anno scorso abbiamo chiesto al sindaco Scarpitta di revocare il contratto con la Soget perché ritenevamo e riteniamo tuttora, alla luce delle ultime risultanze investigative, che sia illegittimo».
Guzzo, che ha raccolto anche duemila firme per dire basta alla Soget, ribadisce: «Alla luce di quello che emerge, il contratto deve essere immediatamente sciolto», ricordando come già nell’estate 2018 «insieme ai consiglieri di minoranza Vincenzo Del Gaudio e Sara Infantini abbiamo denunciato la rimodulazione del contratto con la Soget, ravvisando ipotesi di reato, e anche il contestuale affidamento diretto della gestione dei parcheggi».
Sul caso di Camerota è intervenuta anche l’europarlamentare M55, Isabella Adinolfi, candidata al Parlamento Europeo per la quale «è inconcepibile, a poco meno di trent’anni da Mani Pulite, vedere ancora episodi di mala gestio all’interno della Pubblica Amministrazione. Il caso di Camerota, nel Cilento, è emblematico e sintomatico di una classe politica purtroppo ancora malata. Dobbiamo respingere con tutte le nostre forze queste dinamiche che lanciano ombre sulla Pubblica Amministrazione e contribuiscono ad accrescere la sfiducia dei cittadini nelle Istituzioni».
Il blitz effettuato all’alba di giovedì dai carabinieri della Compagnia di Sapri, agli ordini del comandante Matteo Calcagnile, ha consentito di svelare l’esistenza di una vera e propria associazione per delinquere in seno al Comune di Camerota, dal 2012 al 2017, finalizzata alla commissione di un numero elevato di reati contro la Pubblica Amministrazione. Una vera e propria gestione privatistica della cosa pubblica, quella ricostruita dagli inquirenti, che ha portato all’arresto, tra gli altri, degli ex sindaci Antonio Romano e Antonio Troccoli. (Antonio Vuolo – LA CITTA di SALERNO)

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