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Buon compleanno Marina di Camerota

Il 17 luglio 1848, Ferdinando II di Borbone firmò il decreto che stabilì: “L’aggregato di case lungo il litorale di Camerota prende il nome di Marina di Camerota”. Oggi dunque la ridente località costiera cilentana, festeggia i suoi 171 di storia. Nel corso dei secoli, sono stati tanti i cambiamenti “urbanistici”, oltre ad un’esponenziale crescita demografica, di turismo e di visite culturali durante tutto l’anno e non solo in estate. Marina di Camerota vive i suoi anni migliori all’inizio degli anni 2000, quando ci fu un vero boom di presenze che, hanno reso il centro famoso in tutta Italia (venendo definito come “la perla del Cilento”). Tanti i riconoscimenti ottenuti fin qui come la Bandiera Blu, le Spiagge più belle d’Italia, 5vele di Legambiente, Bandiera Verde per i Bambini e molto altro ancora ed in più quel forte legame con il fenomeno dell’emigrazione, rivolta in particolare verso il Sudamerica ed il Venezuela: infatti, grazie ai rapporti mantenuti con quelle terre, in una piazza del centro, di fronte al porto, è stata eretta una statua al “Libertador” venezuelano Simón Bolívar, al quale sono anche dedicati la via principale del paese e uno dei due cinema locali. LA STORIA:
Per via della natura carsica del suolo, Marina di Camerota è nota ai paleontologi per le interessanti grotte sparse per tutto il suo territorio, nella maggior parte delle quali, a partire dagli anni ’50 del ‘900, sono stati fatti importanti ritrovamenti archeologici, risalenti principalmente all’età della pietra. A cominciare dal confine con Palinuro, lungo la cosiddetta Cala del Cefalo si ritrovano grotte che fino all’epoca delle scoperte erano abitate da pastori con le famiglie: tra di esse, sono da menzionare la Grotta del Pesce, quella dell’Autaro e quella Caprara (quest’ultima, oggigiorno, ospita una famosa discoteca). Ai margini settentrionali dell’abitato, esisteva la Grotta della Calanca, oggi non più esistente per via di un crollo. Altre importanti sono la Grotta Sepolcrale o del Poggio, la Grotta di Manfregiudice (a pozzo e pericolosissima), la Grotta della Serratura (sulla spiaggia di Lentiscelle, e così chiamata per la sua forma), la Grotta della Cala o dell’Uomo preistorico ed il Riparo del Poggio o Nicchia Gamba (che rappresenta i resti di quella che fu una grotta, crollata già in epoca preistorica). Altre ancora si trovano sulla costa e sono raggiungibili solo via mare: tra queste, sono da menzionare la Grotta di Santa Maria e la Grotta delle noglie o delle noie, cosiddetta per il doppio ingresso a forma di salsicce napoletane (dette appunto noglie). Nel 1960, alcuni resti di crani umani ritrovati nella Grotta Sepolcrale e, mal ricostruiti, fecero per breve tempo ritenere che fosse stato ritrovato un “anello mancante” nella catena evolutiva umana, giacché i reperti (risalenti al Paleolitico Medio) si presentavano come quelli di un individuo dal mento sporgente e dalle notevoli capacità craniche, in netta contrapposizione all’Uomo di Neanderthal. Al presunto ominide venne dato il nome di Homo Camerotensis, ma dopo poco tempo studi approfonditi ne fecero cadere la già debole identità. Tra mito, leggenda e storia, non resta che dire BUON COMPLEANNO MARINA DI CAMEROTA.
Omar Domingo Manganelli

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