Abusivismo edilizio a Montano Antilia: cantiere sotto sequestro. La Procura indaga sui legami con il cedimento della Cilentana

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Abusivismo edilizio a Montano Antilia: cantiere sotto sequestro. La Procura indaga sui legami con il cedimento della Cilentana

MONTANO ANTILIA. I militari del Nucleo Carabinieri Forestali di Montano Antilia hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Vallo della Lucania. L’operazione d’urgenza vede attualmente cinque persone iscritte nel registro degli indagati.
Al centro dell’inchiesta c’è un cantiere privato situato in località Mulitano, nella frazione di Massicelle. I sigilli hanno bloccato i lavori di realizzazione di un capannone in ferro. La struttura era stata originariamente autorizzata per essere utilizzata come ricovero di mezzi agricoli, ma i controlli incrociati della Polizia Municipale e dell’Ufficio Tecnico comunale hanno portato alla luce una realtà completamente diversa.

Tre gravi difformità nel progetto

I cinque indagati dovranno rispondere, a vario titolo, del reato di abusivismo edilizio per aver realizzato opere del tutto non conformi al permesso di costruire. Secondo quanto accertato dalle forze dell’ordine, i costruttori avrebbero violato i vincoli del progetto su tre fronti critici:
  • Traslazione dell’edificio: Il fabbricato in ferro è stato spostato rispetto alla planimetria approvata, precisamente di circa 2,4 metri verso sud e di 1 metro verso ovest.
  • Fosso di guardia abusivo: Il canale di scolo per il controllo delle acque piovane è stato posizionato in un punto diverso e a una distanza inferiore rispetto a quella autorizzata per legge.
  • Sbancamenti illeciti: È stata pesantemente modificata l’orografia del terreno, alterando in modo definitivo lo stato originario dei luoghi.

Il nodo cruciale: il pericolo per la Statale Cilentana

Ciò che trasforma una “comune” violazione edilizia in un potenziale pericolo pubblico è il posizionamento del cantiere. L’area interessata è particolarmente delicata: non solo è sottoposta a un rigido vincolo idrogeologico, ma ricade pienamente nella fascia di rispetto stradale della Variante alla Statale 18 Cilentana.
Proprio quel tratto specifico della Cilentana è un’arteria stradale ferita e monitorata da tempo per via di un progressivo cedimento del terreno. Una criticità cronica che costringe gli automobilisti a circolare a senso unico alternato (regolato da semaforo) e a rispettare un limite di velocità ridotto a soli 10 km/h per evitare sollecitazioni distruttive all’asfalto.
Le indagini della Procura di Vallo della Lucania avranno adesso un obiettivo fondamentale: chiarire se le modifiche al terreno e il posizionamento errato del fosso di guardia abbiano modificato i flussi idrici sotterranei, finendo per aggravare o accelerare il dissesto strutturale della Statale Cilentana.

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