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Camerota capitale della Preistoria: al via la campagna 2026 tra Neanderthal, Sapiens e scoperte da copertina

Mentre l'Università di Siena e i partner francesi tornano nelle Grotte della Cala e del Poggio, la prestigiosa rivista "Quaternary Science Reviews" consacra il sito campano con lo studio della ricercatrice Clarissa Dominici.

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Camerota capitale della Preistoria: al via la campagna 2026 tra Neanderthal, Sapiens e scoperte da copertina

CAMEROTA (SA) – Marina di Camerota si conferma uno dei poli archeologici e preistorici più importanti d’Europa. Dal 14 settembre al 3 ottobre 2026, il comune cilentano tornerà a essere il centro nevralgico della ricerca internazionale con l’avvio della nuova campagna di scavi presso le celebri Grotte della Cala e del Poggio.
L’iniziativa vedrà sul campo una squadra d’eccellenza composta da docenti, dottorandi e studenti guidati dall’Università di Siena (direzione scientifica), affiancata dagli atenei di Bologna, Genova, Pisa, dall’Università di Nizza Côte d’Azur e dal CNRS di Nizza. Le attività, che operano in regime di concessione con il Ministero della Cultura, vedono la stretta collaborazione della Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino e il supporto logistico ed economico del Comune di Camerota.

Un’area rifugio lunga oltre mezzo secolo di studi

Le indagini nel basso Cilento, iniziate negli anni ’60 grazie ai pionieristici lavori dei professori Arturo Palma di Cesnola e Paolo Gambassini, continuano a riscrivere la storia del Paleolitico. Gli studi dimostrano come Camerota abbia rappresentato una vera e propria “area rifugio”: un’oasi climatica ideale che ha permesso la sopravvivenza di specie animali, vegetali e di gruppi umani – prima i Neandertaliani e successivamente i Sapiens – persino durante le glaciazioni più severe.

La consacrazione internazionale su “Quaternary Science Reviews”

A ridosso della nuova campagna, l’eccezionale rilevanza del sito è stata nuovamente sancita dalla comunità scientifica globale. La prestigiosa rivista Quaternary Science Reviews ha infatti pubblicato lo studio “Tracing the Epigravettian in southern Italy. Faunal exploitation in layer M of Grotta della Cala (Cilento, Italy)”, firmato dalla ricercatrice Clarissa Dominici insieme al team di Siena e del CNRS di Nizza.
L’analisi dello “strato M” della Grotta della Cala, datato tra i 20.203 e i 15.784 anni fa (fase antica dell’Epigravettiano), ha rivelato dettagli inediti sullo stile di vita dei nostri antenati:
  • Strategie di caccia: Dominava la caccia al cervo rosso, con una sistematica attività di macellazione e rottura delle ossa lunghe per estrarre il midollo, risorsa energetica fondamentale.
  • Stagionalità: La scelta di cacciare giovani esemplari e maschi adulti nei mesi invernali conferma che la grotta fungeva da rifugio principalmente durante i mesi più freddi.
  • Cambiamenti climatici: Il calo progressivo del cervo a favore di cinghiali e caprioli (avvenuto tra 16.000 e 15.000 anni fa) documenta in modo preciso il passaggio verso il periodo più caldo e umido di Bølling-Allerød.

Scienza e comunità: i laboratori e il convegno pubblico

La campagna del 2026 non sarà un evento chiuso nei laboratori. Il programma di quest’anno prevede due importanti momenti di apertura al territorio:
  1. Incontro di Studio Pubblico: Un convegno ufficiale in cui i ricercatori presenteranno in prima persona alla cittadinanza e alla comunità scientifica gli ultimi dati emersi dagli scavi.
  2. Laboratori Didattici: Il ritorno delle attività sul campo dedicate alle scuole di primo e secondo grado del territorio, pensate per trasmettere alle nuove generazioni il valore e l’orgoglio del patrimonio archeologico locale.

Camerota si prepara così a vivere tre settimane di grande scienza, a dimostrazione di come il passato più remoto possa diventare una risorsa culturale e d’identità per il futuro del territorio.

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