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Agropoli, Castellabate e Camerota: il grido d’allarme di un Cilento assedato dal turismo selvaggio e maleducato

Dalla frutta saccheggiata nei market alla sosta selvaggia e le spiagge nel caos: la rabbia dei residenti costretti a subire l'inciviltà estiva.

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Agropoli, Castellabate e Camerota: il grido d’allarme di un Cilento assedato dal turismo selvaggio e maleducato

Il Cilento sta vivendo un’estate paradossale. Se da un lato i numeri confermano l’enorme attrattività di un territorio unico, dall’altro la realtà quotidiana racconta una cronaca fatta di esasperazione, inciviltà e degrado. Le bellezze paesaggistiche, prese d’assalto per mesi, stanno pagando un prezzo altissimo. A subire i danni maggiori sono i residenti, ormai esausti di fronte a una deriva che mette a dura prova la pazienza e la vivibilità di chi questi luoghi li abita tutto l’anno. Il limite della tolleranza è stato ampiamente superato.

Il caso Agropoli: l’inciviltà tra gli scaffali

Gli episodi di maleducazione hanno superato i confini della movida, intaccando i gesti più semplici della vita quotidiana. Emblematico è quanto accaduto nei supermercati di Agropoli. Diversi residenti denunciano scene surreali: clienti che aprono senza scrupoli le confezioni sigillate di frutta per tastarne la maturazione, per poi richiuderle alla meglio e rimetterle sullo scaffale se non gradite. Un gesto che calpesta le norme igieniche elementari, il lavoro dei commercianti e il rispetto per i compratori successivi.

Castellabate e la movida molesta nelle notti costiere

Spostandosi lungo la costa, la situazione non migliora. A Castellabate, perla del turismo cilentano, la convivenza tra visitatori e abitanti è arrivata al punto di rottura a causa di una movida senza regole. I vicoli storici, nati per accogliere il silenzio e la bellezza, si trasformano di notte in teatri di schiamazzi, urla e musica ad alto volume. Per i residenti il riposo notturno è diventato un miraggio, un diritto negato in nome di un divertimento sfrenato e privo di controllo.

Camerota: residenti “ostaggio” del caos auto e spiagge nel mirino

Le forti critiche dei cittadini non risparmiano nemmeno Camerota. Nella perla del basso Cilento, i residenti denunciano con forza le problematiche legate alla viabilità durante la massima affluenza di luglio e agosto. Interi quartieri si trovano letteralmente in ostaggio delle auto a causa della cronica carenza di posti e della sosta selvaggia, con la popolazione locale costretta ad avanzare richieste urgenti per servizi navetta continuativi ed efficienti per alleggerire la pressione sui centri abitati.
La pressione antropica colpisce duramente anche i litorali. Sulle spiagge di Marina di Camerota si sono registrati i consueti episodi di inciviltà legati all’abbandono di rifiuti e avanzi di cibo post-falò, prontamente arginati dai servizi di pulizia straordinaria del Comune. A ciò si sommano comportamenti poco rispettosi denunciati dagli stessi operatori commerciali e cittadini: bagnanti che pretendono di occupare porzioni di spiaggia libera posizionando ombrelloni come “segnaposto” abusivi, o che accedono a negozi e locali a torso nudo e con i piedi coperti di sabbia, nel totale disprezzo del decoro pubblico.

La richiesta del territorio: regole e programmazione

Il Cilento non rifiuta il turismo, risorsa economica vitale, ma rifiuta questa tipologia di turismo predatorio. Le comunità locali, storicamente vocate all’accoglienza, oggi si sentono violate nei propri spazi vitali e nella propria identità. La richiesta che sale unanime dai cittadini è chiara e non più rimandabile: servono controlli severi, sanzioni esemplari e, soprattutto, una programmazione strategica capace di gestire i flussi prima che l’overtourism cancelli per sempre l’anima della sua terra.

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