31 agosto 2015: un anno fa moriva Simone Pandolfi

di Cristina Pomarico

Un anno fa moriva, dopo una serata al Ciclope, Simone Pandolfi,un giovane di 21 anni, di Monteforte Irpino, che si trovava in quei giorni in vacanza nel Cilento. Una tragedia che scosse l’intera comunità di Camerota. Una tragedia riaffiorata proprio nelle scorse settimane dopo la morte di Crescenzo Della Ragione, il 27enne ucciso da un masso staccatosi dal costone roccioso soprastante la discoteca. Le indagini non hanno ancora chiarito cosa accadde nelle ultime ore di vita di Simone. Oggi la famiglia e gli amici lo ricorderanno. Lo scorso anno a Marina di Camerota si tenne una fiaccolata organizzata da Don Gianni Citro, alla quale parteciparono numerosi cittadini del posto, la famiglia di Simone e i rappresentanti delle Istituzioni. A lungo si parlò del rischio relativo all’ampia diffusione di droghe nelle discoteche, e furono dure anche in quell’occasione le parole  del sacerdote Don Gianni Citro che non esitò a parlare di luoghi dove i ragazzi escono come “morti viventi”, puntando il dito contro un “certo tipo di divertimento a base di droga”. In Primavera a Marina di Camerota, su iniziativa dell’amministrazione comunale, fu promossa una giornata di prevenzione sull’uso delle droghe con la partecipazione di Giorgia Benusiglio,testimonial nazionale che da anni gira l’Italia per incontrare i ragazzi e parlare della propria esperienza personale, che la vide a 17 anni, rischiare la vita dopo aver assunto una pasticca di extasy. Oggi, la morte di Crescenzo, ha riaperto il  dibattito (condito da non poche polemiche) sulla sicurezza della discoteca il Ciclope, che già nel 2011 era stata sottoposta a sequestro giudiziario dopo un blitz del Corpo Forestale dello Stato. Ottenuto il dissequestro il locale riaprì con provvedimento del comune di Camerota prima della Pasquetta del 2011, storico appuntamento del locale. Oggi, la discoteca Il Ciclope è chiusa, e come annunciato in consiglio comunale dal sindaco Antonio Romano: “Non ci sarà nessun provvedimento del sindaco per la riapertura. Se necessario rimarrà chiusa per sempre, a meno che non mi si dimostri la totale sicurezza dell’area”. Circostanza, quest’ultima, che ad oggi alla luce dei fatti accaduti, sembra davvero improbabile.

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