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martedì, Gennaio 20, 2026

16enne disabile di Salerno fa arrestare il padre violento inviando la posizione in chat

Turismo

16enne disabile di Salerno fa arrestare il padre violento inviando la posizione in chat

Una drammatica vicenda di violenza familiare ha coinvolto una donna di 46 anni e sua figlia di 16, entrambe originarie della provincia di Salerno, ma si è conclusa con un arresto grazie al coraggio e alla lucidità della ragazza, affetta da una grave disabilità.

È stata proprio lei, mentre veniva aggredita insieme alla madre dal padre 43enne, a inviare la posizione GPS in tempo reale a un gruppo di amici su WhatsApp. Il gesto ha permesso un intervento immediato dei carabinieri e ha salvato entrambe.

L’aggressione lungo la strada tra Crispano e Caivano

Il fatto è accaduto nel primo pomeriggio lungo il tratto di strada che collega Crispano e Caivano, nel Napoletano. Le due donne erano a bordo dell’auto condotta dall’uomo, compagno della madre e padre della minore.

Quella che sembrava una banale lite si è presto trasformata in un incubo: l’uomo, pizzaiolo con precedenti, ha iniziato a colpire brutalmente la compagna e la figlia con pugni e gomitate al volto.

Il messaggio decisivo partito dal cellulare della ragazza

Nonostante il panico e la situazione di grave pericolo, la 16enne salernitana è riuscita ad afferrare il telefono e inviare la sua posizione in diretta a una chat di amici che aveva lasciato poco prima, dopo aver partecipato a una festa di compleanno.

Il messaggio, chiaro nella richiesta d’aiuto, è stato subito compreso dagli amici, che hanno allertato il 112. La centrale operativa dei carabinieri di Caivano ha localizzato immediatamente il veicolo e inviato una pattuglia.

Arrestato il padre: trasferito nel carcere di Poggioreale

I carabinieri hanno intercettato l’auto in pochi minuti e bloccato l’uomo, che è stato arrestato in flagranza di reato. Al termine delle formalità è stato trasferito nel carcere di Napoli Poggioreale.

La madre e la figlia, originarie del Salernitano, sono state trasportate in ospedale: hanno riportato lesioni guaribili in 10 giorni la madre e in 7 la ragazza.

Dalla provincia di Salerno un esempio di lucidità che salva vite

La storia ha commosso anche i militari intervenuti sul posto: “La prontezza della ragazza è stata decisiva. Nonostante la disabilità, ha avuto la lucidità di chiedere aiuto nel modo più efficace possibile”.

Un dramma familiare evitato grazie al sangue freddo di una giovane salernitana e alla rapidità dei soccorsi. Una vicenda che, nel dolore, lancia un messaggio forte: denunciare e chiedere aiuto può salvare vite. (LA CITTA)

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