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Pink Floyd, mezzo secolo contro i muri. Oggi The Wall esordisce come opera a Montreal

La loro lotta contro il conformismo e tutti i tipi di muri iniziava 50 anni fa, il 10 marzo 1967, con l’uscita di ‘Arnold Layne’, il loro primo singolo. I Pink Floyd irrompevano tramite la radio nelle case della benpensante Gran Bretagna con la storia (per di più vera) di un travestito che si aggirava per le vie di Cambridge rubando indumenti femminili. Era solo l’inizio per la band diventata leggenda del rock, che ha costruito un linguaggio musicale così originale da sfuggire alle definizioni di ‘psichedelico’ e ‘progressive’. Londra e il resto del mondo non potevano che celebrare con una serie di eventi, a partire da una grande mostra nella capitale del Regno, questa epopea in musica fatta di ribellione e simboleggiata dall’album ‘The Wall’, un grido contro tutte le forme di intolleranza e dispotismo. E dopo mezzo secolo, nonostante siano cadute barriere storiche, come il Muro di Berlino, altre ne restano in piedi e c’è chi, come il presidente americano Donald Trump, ne vorrebbe costruire di nuove, al confine tra Usa e Messico. “The Wall è più che mai attuale – ha detto Roger Waters in un’intervista al Guardian – e proprio Trump rappresenta tutto quello che noi dobbiamo evitare”. La voce e bassista della band dagli albori fino al 1985, quando scelse la carriera solista, è rimasto il più attivo politicamente dei componenti il gruppo. Ha voluto portare avanti negli anni l’eredità di The Wall, esibendosi in un tour mondiale, che di volta in volta ha preso di mira diversi muri, in particolare la barriera di separazione israeliana, definita dal frontman una “oscenità da abbattere”. Waters continua a diffondere il suo messaggio e proprio l’11 marzo The Wall esordisce come opera a Montreal. Lui e gli altri membri del gruppo ancora in vita hanno promesso che non ritorneranno più insieme su un palco per esibirsi, ma hanno fatto una sorta di strappo alla regola per celebrare il 50esimo anniversario del primo singolo e ricordare il genio dello scomparso Syd Barrett che lo aveva scritto: hanno unito le loro energie e quanto giace nei loro armadi per una storica mostra al V&A di Londra, che si apre il prossimo maggio. La ‘Pink Floyd Exhibition’ riunisce 350 cimeli, fra cui strumenti musicali, testi di canzoni, foto, opere d’arte, il tutto immerso nei suoni e nelle atmosfere dei tanti album che hanno rese celebre il gruppo inglese ancor oggi, nonostante mezzo secolo di storia, in grado di scalare le classifiche. (ANSA.IT)

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