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Camerota: sindaco pronto a tagliare il nastro, sul porto nasce il ‘Centro Pescatori Anziani Sacro Cuore di Gesù’

«E’ un’emozione incredibile poter donare a queste persone un luogo dove saranno libere di svolgere le proprie attività a due passi dal mare, quel mare che fa parte della loro vita da sempre». E’ quanto afferma il sindaco di Camerota, Mario Salvatore Scarpitta, alla vigilia dell’inaugurazione del ‘Centro Pescatori Anziani Sacro Cuore di Gesù Marina di Camerota’, che sorge sul porto turistico del borgo cilentano grazie all’impegno dell’Amministrazione, al contributo dell’assessore Esposito e alla rinuncia dello stipendio del primo cittadino, con il quale sono stati acquistati vari oggetti d’arredo. «Finalmente per uno scopo concreto si apre uno di quei locali rimasti chiusi ormai per troppo tempo – aggiunge Scarpitta – riportarli a casa loro, ovvero sul porto dove hanno vissuto per una vita facendo il loro lavoro, è una delle priorità che mi sono prefissato da quando li ho visti perdere la loro prima sede storica». Il taglio del nastro è previsto per venerdì 8 dicembre alle ore 16.00.

«Il mio obiettivo è quello di trasformare pian piano questo circolo in un polo culturale che racconti la storia marinaresca della nostra terra e racchiuda le tracce del passato della Marina che fu – sottolinea l’assessore alla Cultura e al Porto Teresa Esposito -. Una testimonianza, una tecnica di pesca non più utilizzata oppure una fotografia: il circolo oltre ad essere un punto di ritrovo deve essere un punto di partenza per questo territorio, un contenitore pieno di emozioni e di storie che finora sono rimaste custodite in fondo al mare». Sulle pareti del locale sono state già affisse diverse foto storiche che raccontano, in parte, la storia dei pescatori di Marina di Camerota. Il centro, interamente realizzato senza toccare i fondi dalle casse dell’ente, conta già oltre 100 iscritti.

«E’ doveroso ringraziare l’Amministrazione comunale di Camerota e il sindaco – sottolineano all’unisono i pescatori – per troppo tempo siamo stati sballottati da un locale all’altro. Per anni abbiamo passato i pomeriggi invernali al gelo, giocavamo le nostre partite a carte sotto un porticato. Ora la musica cambia e siamo felici di avere un posto tutto nostro, come avveniva qualche anno fa prima di essere cacciati via dalla nostra sede storica». (Comunicato Stampa)

su Redazione Opera News

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